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25 Lug Crowdfunding? La filosofia-coworking per fare la differenza

Crowdfunding e Coworking. Due moderne filosofie che si incontrano sempre di più quando si parla di business. I risultati di questo interscambio? Semplicemente sorprendenti!

Crowdfunding.

Parola dalla sonorità (e dalla pronucia) misteriosa, che però i meglio informati e i più avvezzi alle terminologie della rete sicuramente conoscono. A vantaggio di tutti gli altri, il “crowdfunding” è semplicemente una pratica di finanziamento nata grazie a siti come “kickstarterche permette di farsi finanziare, da chiunque ne abbia l’interesse, svariati progetti che ormai abbracciano tutti i settori possibili. Dalle rock band che devono registrare un disco, ad associazioni varie che propongono progetti culturali, fino ad arrivare a privati che desiderano far partire una startup o una piccola impresa. Ci si collega on line, si trovano tutte le informazioni legate alla campgna di finanziamento in questione e si può scegliere quanto contribuire, tra diversi pacchetti di importo differente già preparati.

Questo permette di diventare  un “contributore” e di ricevere tutta una serie di benefici dal progetto che si sta economicamente sostenendo, che sono ovviamente di valore maggiore a seconda della generosità della propria donazione. Ecco che allora, se decido di donare 10 euro a una band per registrare il primo disco, avrò la possibilità di scaricare l’edizione digitale non appena questo sarà pronto. Se la mia contribuzione è di 100 euro, bhe, potrei essere invitato alla presentazione live dell’album standomene seduto direttamente sul palco. E così via…

Molti progetti hanno un buon potenziale, ma si rivolgono a un’audience troppo ristretta. Ecco che allora gli spazi coworking, grazie alla loro capacità di fare rete e creare community possono mobilitare gruppi di persone interessate, che oltretutto hanno già metaforicamente “le mani digitalmente sporche”. Sempre più startup, nascono all’interno di spazi di lavoro condiviso e utilizzano proprio le community già esistenti per farsi conoscere e il crowdfunding per ottenere i fondi necessari alla “messa in cantiere”.

crowdfunding

Non solo, addirittura interi spazi coworking sono nati finanziandosi grazie a campagne di crowdfunding. In questo caso le campagne, studiate a tavolino nei minimi dettagli, hanno determinato l’identità di una comunità che si è andata costituendo.

E’ il caso dello spazio coworking HUB Oakland che ha vinto la sua scommessa di puntare sul crowdfunding, ottenendo il supporto di ben 1200 sostenitori ed eccedendo l’obiettivo del finanziamento di oltre il 40%. Questo prova almeno due cose: la prima che una community nata attorno a uno spazio coworking può essere abbastanza ampia da finanziare un progetto ambizioso e, seconda, che promuoversi su larga scala permette di ottenere un grande business.

La grande intuizione di HUB Oakland è stata poi quella di studiare in maniera meticolosa tutti i vantaggi per i sottoscrittori. Non ultimo l’aver spesso “scambiato” la quota pagata con spazi e servizi del coworking stesso, andano a “fidelizzare” e a coinvolgere i sostenitori in maniera diretta nella vita dello spazio condiviso. Secondariamente sono stati coinvolti anche partner e investitori all’esterno della campagna man mano che questa prendeva forma, cosa che ha portato una seconda iniezione di capitale che ha permesso di pensare veramente in grande.

Caso analogo quello di Laptop, uno spazio coworking di Parigi. Grazie al crowdfunding sono stati reperiti i capitali necessari alla sua realizzazione e, con la pratica dei benefici, esisteva già una community abbastanza grande che sarebbe stata ospitata una volta partita l’attività. Con tutto vantaggio per il business a venire…

Ultimo caso, leggermente diverso dai due precedenti, è stato quello di Industry, uno spazio coworking di Charlotte in North Carolina. Quì la campagna di crowdfunding non è servita ad aprire fisicamente lo spazio, ma a sostenere l’ammodernamento e le forniture dello spazio stesso. Sempre con la ricaduta dell’ampliamento della community e la rivitalizzazione dello spazio, grazie a postazioni e servizi “scambiati” con la donazione. Nuovi sostenitori dunque, nel breve periodo, che diventano fedeli clienti nel corso del tempo.

Hai fatto uso del crowdfunding per finanziare un tuo progetto? Quanto pensi che una community pre-esistente sia importante per la riuscita di una campagna di crowdfunding? Quanto uno spazio coworking e la sua rete di contatti possono fare la differenza? Racconta la tua esperienza o fai le tue considerazioni, lasciando un commento all’articolo!

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