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23 Feb Innovazione: è tempo di regole e di Etica?

Il lavoro dell’uomo è sempre più “minoritario” rispetto alle macchine e all’intelligenza artificiale che lui stesso ha creato. Da Elon Musk a Bill Gates, risposte diverse a un problema che sta diventando estremamente serio e vicino a noi.

Abbiamo già parlato, in questo blog dedicato al mondo del Coworking, di innovazione e della rivoluzione tecnologica che sta cambiando il mondo del lavoro. Nuove professioni, nuovi strumenti, nuove modalità di gestione di lavoratori e locations.

Qualche giorno fa poi, il 16 di Febbraio per l’esattezza, si è celebrato l’innovation-day 2017. Eventi e tavole rotonde che hanno visto impegnati enti di ricerca pubblici e privati, nel fare il punto sulle nuove tecnologie, e sui progressi dell’innovazione.

A margine dell’aspetto “romantico” della questione, una considerazione è doverosa: l’uomo, che all’inizio era il destinatario del progresso e dell’innovazione, si ritrova a esserne minacciato e messo in discussione.

UOMO CONTRO MACCHINE CONTRO UOMO

Dati alla mano c’è poco da sorridere. Se analizziamo il mercato cinese della componentistica per telefonia, vediamo come già nel 2014 i robot impiegati in attività aziendali erano circa 60000. A oggi queste aziende hanno ridotto quasi del 90% la forza lavoro “umana” e i nuovi posti di lavoro a rischio potrebbero essere già più di un milione.

Le macchine producono di più, producono meglio, evitano gli sprechi e alla lunga costano meno. Non si tratta però solo di “risparmiare”: l’uso dei robot ha portato a un incremento della produttività del 250% con la riduzione dei pezzi difettosi di oltre il 90%. Il tempo in cui sostituiranno l’uomo in maniera massiva e su scala globale, sembra sempre più dietro l’angolo.

C’è però anche un lato positivo della medaglia. Basti pensare a tutti quei lavori usuranti o pericolosi, che potranno essere svolti in sicurezza dalle macchine salvaguardando vite umane.

SIAMO PRONTI AL CAMBIAMENTO?

Un parziale “sospiro di sollievo” sembrava derivare dal nuovo ruolo del lavoro umano nella progettazione, costruzione e manutenzione dei robot; lo sviluppo dell’intelligenza artificiale permetterà invece di avere macchine in grado di pensare, progettare e costruire altre macchine. Una spirale senza fine che assomiglia molto alla fantascienza dei film anni ’80.

A questo punto non vale più la pena chiedersi “se” verremo sostituiti dalle macchine, ma “quando”.

La nostra società è pronta al cambiamento? E’ pronta a una nuova rivoluzione industriale?

SERVONO REGOLE CONDIVISE E UNA NUOVA ETICA?

Se non proprio una nuova Etica, per l’innovazione sicuramente servono regole. Su questo sembra che tutti siano più o meno d’accordo. Così come sembra ci sia un accordo quasi unanime sulla necessità di tutelare l’uomo dall’intelligenza artificiale da lui stesso creata.

Sull’argomento sono di recente intervenuti due dei più autorevoli innovatori dell’ultimo secolo, che hanno dato risposte abbastanza diverse.

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Da una parte troviamo i “cercatori di futuro” a tutti i costi, come per esempio Elon Musk, CEO di Tesla Inc. che teorizza da tempo una svolta “cyborg” per l’uomo che sarebbe destinato a diventare un ibrido di intelligenza artificiale e biologica.

L’unico modo quindi per l’uomo di non finire in uno stato di isolamento, sarebbe quello di diventare esso stesso macchina; sviluppare una simbiosi come unica possibilità di dominare le macchine in futuro.

Recentemente anche Bill Gates, il papà di Microsoft, ha detto la sua con una dichiarazione che ha fatto molto discutere. Una proposta di estrema tutela per l’uomo così come lo conosciamo: tassare i robot.

Questo potrebbe avrebbe una prima ricaduta (forse) sulla velocità con cui essi si diffondono e quindi sulla velocità con cui andranno a sostituire l’uomo nel mondo del lavoro.
Inoltre con la tassazione sui robot, si potrebbero finanziare dei programmi per riqualificare tutti quei lavoratori resi “obsoleti” dalle macchine.

Innovazione si dunque, ma con l’uomo “biologico” alla guida.
Soluzioni diverse allo stesso problema: i robot sono tra noi.

Far finta di niente liquidando il tutto come “improbabili scenari che appartengono ai film e a un futuro lontano”, forse non è più una scelta consigliabile.

Servono regole e un’etica per l’innovazione? Se il progresso non serve al miglioramento delle condizioni dell’uomo, ha ancora un senso? Elon Musk o Bill Gates? Raccontaci il tuo punto di vista con un commento all’articolo.

 

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