SOCIAL COWO
 
coronavirus e smart working

28 Feb Coronavirus: è boom di smart working

L’emergenza sanitaria in Italia  ha portato ad una legittimazione dello “smart working”. E probabilmente assisteremo anche ad un’espansione di questa modalità lavorativa.
Ma di cosa si tratta e come funziona nel nostro Paese?

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, e vista l’emergenza sanitaria causata dal nuovo Coronavirus Covid-19, è stata approvata la modalità di accesso allo “Smart Working” in via provvisoria fino al 15 marzo 2020 per i datori di lavoro e i lavoratori residenti nelle zone colpite dal virus, anche in assenza di accordi preesistenti.

Questo provvedimento è stato pensato per due motivi principali: il primo è  quello di evitare che la malattia si diffonda ulteriormente; il secondo invece punta, dove possibile, a far continuare a lavorare le persone senza paralizzare l’economia delle zone colpite.

Cosa comporta per i lavoratori?

L’emergenza sanitaria ha spinto molte aziende a chiedere ai propri dipendenti di lavorare da remoto. Questo non è avvenuto però solo nelle cosidette “zone rosse”  (ovvero i comuni più colpiti e che si trovano attualmente in isolamento) ma in generale nelle regioni di Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna. 

Nello specifico il provvedimento del governo autorizza al lavoro agile:

  • quei lavoratori che presentano particolari patologie che li renderebbero ancora più esposti al contagio;
  • quei dipendenti che si avvalgono del trasporto pubblico per raggiungere il posto di lavoro;
  • quei genitori su cui grava la cura dei figli a causa della chiusura di asili e scuole.

 

Inoltre per evitare situazioni di affollamento anche i convegni e le riunioni dovranno svolgersi in maniera telematica o tale da garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte.

coronavirus e smart working

I benefici dello smart working

Al di là della situazione attuale, lo smart working (di cui avevamo già parlato nel 2017)  è un sistema di gestione del lavoro che porta notevoli benefici sia a livello qualitativo che quantitativo.

Innanzitutto la qualità della vita dei lavoratori migliora perché si dispone di un’ampia flessibilità organizzativa. Si va oltre il concetto di giornata lavorativa tipo di 8 ore: la possibilità di auto gestione delle tempistiche e delle scadenze permette di conciliare meglio vita privata e lavoro, favorendo così l’aumento delle produttività. Inoltre i lavoratori da remoto sono comunque tutelati in caso di infortuni e malattie professionali.

Il fatto di non doversi spostare da casa consente anche di diminuire l’inquinamento e risparmiare in termini di costi e tempi.

Inoltre con lo smart working le aziende possono “ripensare” i loro locali, ovvero ridurre gli spazi utilizzati e le esigenze di manutenzione.

I numeri dello smart working in Italia

L’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ha rilasciato uno studio sul lavoro agile in Italia, ecco qualche dato:

  • il 76% degli smart workers si sente molto soddisfatto della sua situazione lavorativa;
  • le grandi imprese che hanno avviato progetti di smart working rappresentano il 58%;
  • un ulteriore 7% delle imprese ha già attivato iniziative informali di lavoro.

Nonostante questi dati positivi però l’Italia, come anche in altri campi, è tra gli ultimi posti a livello europeo a sfruttare i benefici dello smart working. Infatti, per quanto questa tendenza sia in crescita, è stimato che su oltre 8 milioni di dipendenti che potrebbero usufruire di questa nuova tipologia di lavoro sono solo 570 mila le persone che se ne sono avvalse nel 2019.  Questo succede perché ancora molte aziende, un pò per la cultura e un pò per la scarsa organizzazione, sono scettiche e poco fiduciose nei confronti del lavoro agile.

E tu, al di là dell’attuale emergenza sanitaria, hai mai provato a lavorare in maniera “agile”?

Scopri i nostri spazi  e contattaci

Commenta con Facebook

commenti

Coworking Varese
coworkingvarese@gmail.com